8) Strauss. L'idea e l'individuo.
Strauss osserva che la caratteristica dell'idea  di essere
universale. Perci essa non pu realizzarsi in un individuo. Le
propriet e le funzioni che la Chiesa attribuisce a Cristo
concordano solo nell'idea della specie.
D. F. Strauss, La vita di Ges o Esame critico della sua storia,
volume secondo (vedi manuale pagine 8-9).
Se si attribuisce realt all'idea dell'unit delle nature divina
ed umana, egli  per questo a dirsi ch'essa debba essersi
realizzata una volta in un individuo, come mai non lo fosse stata
gi prima e come mai non avesse ad esserlo in avvenire? Non 
questo il processo per il quale la idea si realizza; essa non
prodiga tutta la sua ricchezza in un esemplare, per esserne avara
verso tutti gli altri; essa non si imprime completamente in
quell'unico esemplare per non mai lasciarne in tutti gli altri
fuorch una impronta incompleta: ma essa ama spiegare i suoi
tesori in una variet di esemplari che si completino
reciprocamente in un'alternata serie di individui che giungano e
passino a loro volta. E non  questa forse una vera realt della
idea? L'idea dell'umanit delle nature divina e umana non  essa
forse, s'io concepisco la umanit intera come la sua
realizzazione, non  essa forse una idea reale in un senso
infinitamente pi elevato che non sarebbe s'io limitassi quella
realizzazione a un individuo solo? Una incarnazione eterna di Dio
non  ella forse pi vera di una incarnazione limitata ad un punto
nel tempo?.
Tale  la chiave di tutta la cristologia. Il soggetto degli
attributi che la Chiesa d al Cristo , invece di un individuo,
una idea, ma una idea reale e non una idea senza realt al modo di
Kant. Concepite in un individuo, in un Dio-uomo, le propriet e le
funzioni che la Chiesa attribuisce al Cristo, si contraddicono:
esse concordano invece nell'idea della specie.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciottesimo, pagina 880.
